Da alcune settimane ho tra le mani lo smartphone Motorola MB525, meglio noto anche come Motorola Defy. Trattasi della mia prima esperienza in assoluto con l’universo Android, dopo averlo osservato dall’esterno per lungo tempo. A distanza di circa un mese dall’acquisto voglio dunque esprimere quelle che sono le mie opinioni riguardo un prodotto che, in generale, non mi ha soddisfatto a pieno.

Il prezzo e le caratteristiche tecniche, del resto, non lasciavano presagire nulla di più di un dispositivo di fascia medio-bassa, ma è l’esperienza d’uso complessiva ad avermi fortemente deluso. Il mio giudizio, inoltre, non può che essere parziale, avendo avuto modo di provare soltanto la versione 2.2 di Android (chissà se un giorno Motorola deciderà quanto meno di “deliziarci” con la 2.3).

Dal punto di vista della dotazione hardware, il device si presenta a primo impatto in maniera piuttosto positiva: il design non è certamente dei più eleganti, ma tutto sommato il look e gradevole e si ha una sensazione di robustezza tra le mani dovuta probabilmente alla volontà da parte degli ingegneri che ne hanno curato il progetto di fornire ai propri utenti uno smartphone piuttosto resistente (le specifiche tecniche parlano di resistenza ad urti, polvere ed acqua grazie al display Gorilla Glass prodotto da Corning. L’unico difetto da questo punto di vista è il tasto per l’accensione del dispositivo, utilizzato anche per accendere/spegnere il display, il quale risulta eccessivamente vicino alla protezione per il jack audio ed in alcuni casi scomodo.

Passando al lato software, invece, si giunge al cuore del problema: la versione di Android presente è eccessivamente immatura, incapace di fornire un’esperienza d’uso fluida o almeno accettabile. Diverse sono state le occasioni in cui il terminale mi si è letteralmente bloccato tra le mani durante l’utilizzo, senza che vi siano state tuttavia cause sufficientemente chiare di tale comportamento. Chiaramente, dal rilascio di Android 2.2 ad oggi il sistema operativo si è fortemente evoluto, con Ice Cream Sandwich che in generale sta riscuotendo un buon successo tra gli utenti, ed in tal senso la frammentazione che esiste da lungo tempo nell’universo del robottino verde non gioca in favore né di Google, né tantomeno dei produttori. Complessivamente ho notato però un’eccessiva lentezza nel caricamento di numerose applicazioni, benché non includano al proprio interno funzionalità particolarmente bisognose di risorse, quali ad esempio il browser integrato (la navigazione è qualcosa di allucinante), il client ufficiale di Twitter oppure una semplice app per visualizzare i risultati sportivi in tempo reale come LiveScore.

Personalmente, poi, l’Android Market mi è sembrato sin dal primo accesso un’accozzaglia di applicazioni il cui livello medio risulta essere piuttosto lontano dalla sufficienza, con i grandi nomi da un lato ed una lunga miriade di altri sviluppatori incapaci di fornire software di discreta qualità. Il paragone con l’App Store di Apple non mi sembra al momento neppure ipotizzabile, sebbene la controparte per Android presenti alcune caratteristiche interessanti che in quel di Cupertino non hanno ancora implementato.

Il difetto principale, a mio modo di vedere, è la batteria: non so se a causa di sciagurati bug presenti in Android oppure di una capacità della stessa eccessivamente ridotta, ma l’autonomia del dispositivo non è finora riuscita a raggiungere le 24 ore continuative. La lentezza nell’esecuzione di numerose applicazioni e nella navigazione mi hanno spinto ad abbandonare numerose applicazioni che in precedenza eseguivo direttamente con il mio smartphone, motivo per cui per la maggior parte del tempo ho utilizzato il dispositivo esclusivamente per effettuare telefonate.

Il prezzo (159 euro, in offerta) risulta tuttavia piuttosto interessante per un terminale che, nel complesso, riesce quantomeno ad avvicinarsi alla sufficienza, benché siano necessari numerosi miglioramenti affinché il mio giudizio possa essere un 6 pieno. Il poco interesse concesso da Motorola a tale device lascia inoltre poche speranze per un update ad Android 2.3 nel corso dei prossimi mesi. Il mio primo impatto con il mondo Android, insomma, è in generale negativo: la causa di ciò potrebbe tuttavia non essere il sistema operativo stesso, motivo per cui rimando ogni giudizio finale al giorno in cui avrò modo di testare la piattaforma in contesti di più alto livello.