Non sono mai stato un grandissimo appassionato di film, nonostante molti abbiano suscitato in me un forte interesse: ogni qual volta ho dovuto scegliere se stare un paio d’ore sul divano a vederne uno o fare qualsiasi altra cosa, ahimè, ho sempre optato per la seconda scelta.
Quando nella tua vita, poi, entra qualcuno di molto speciale, capita spesso che puoi cambiare le tue abitudini, i tuoi modi di fare e di vivere. Puoi anche scoprire nuove passioni, ed è questo il mio caso: nell’ultimo anno e mezzo circa sono stato almeno una cinquantina di volte al cinema, ed ho anche conservato tutti i biglietti, dal primo all’ultimo.
Scoprendo questa passione per il mondo cinematografico, ho iniziato, di conseguenza, a vedere anche molti più film sul divano di casa o, da qualche tempo a questa parte, sul mio comodo letto, grazie al notebook. E’ così, quindi, che ho deciso di inaugurare la sezione Cinema e TV in questo blog, in cui scriverò le mie impressioni su tutte le pellicole che andrò a vedere al cinema, sulle quali, magari, potrà nascere qualche discussione con scambi di opinioni.
Giacchè ci sono, inauguro anche la sezione con il film citato nel titolo del post: Denti, film ispirato alla teoria della vagina dentata. Se n’è fatto un gran parlare negli ultimi giorni, e la curiosità mi ha spinto a vederlo. Beh, questa è una delle volte in cui seguire la propria curiosità porta all’errore: dopo esser uscito dalla sala cinematografica, la sensazione era quella di aver regalato inutilmente soldi ai proprietari del cinema.
Certe scene potevano essere tranquillamente evitate, e durante quasi tutto il film le mie mani non si sono mai allontanate dalle mie gambe (perdonatemi il dettaglio
). Non comprendo nemmeno il genere cui appartiene tale film, in quanto mi sembra a metà tra lo (pseudo)horror e lo splatter.
A mio modo di vedere, un film che non consiglio a nessuno.
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