10 Dicembre 2007 alle 21:59 in
Personale
Una volta ogni tanto, anche la mia classe è riuscita ad organizzare una bella gita scolastica. La meta, questa volta, è stato il museo di Capodimonte di Napoli, una reggia Borbonica del ‘700 circa adibita a museo pubblico.
In questo periodo ospita una sessantina di quadri da musei di tutto il mondo, dalla National Gallery di Londra al Metropolitan di New York, per festeggiare i 50 anni della riapertura al pubblico del museo.
Inutile dire che è stato a dir poco favoloso. L’ arte, forse, non mi ha mai affascinato più di tanto, anche se ultimamente la sto riscoprendo in modo fortissimo, tant’è vero che seguo la prof ogni volta che spiega in modo appassionato. Ma nonostante ciò, quando sono uscito dalla soglia del museo, mi sono dettto “Cavolo, una cosa stupenda!”.
La vastità delle opere riesce a coprire un periodo storico che va dal ‘400, con Tiziano, Bellini e altri, all’ arte contemporanea, passando per il cubismo di Picasso, l’ impressionismo di Van Gogh, e la pittura metafisica di de Chirico e Carrà.
In particolare, mi hanno affascinato due opere che avevo visto solo sui libri di scuola: il ritratto di Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese, realizzato da Tiziano, e la Flagellazione di Cristo, di Caravaggio. Dalle dimensioni stupefacenti, mi hanno tenuto incantato per interi minuti, dopo di che, purtroppo, la guida che ci mostrava la collezione ci ha fatto cambiare quadro.
Sin da lontano avevo riconosciuto lo stile di Caravaggio, inconfondibile coi suoi sfondi neri, i suoi corpi muscolosi e quei dorsi e schiene presenti in ogni opera o quasi.
Vedere dal vivo quanto “studiato” ( le virgolette, spesso, son d’ obbligo qui
) è stata davvero un’ esperienza straordinaria, e mi ha fatto rendere conto di quanto, a volte, crediamo lontane cose che in realtà sono vicinissime a noi. Leggere su un libro di un pittore a volte ci fa avere un’ idea delle sue opere come cose irraggiungibili, impossibili da vedere. E invece, son lì, a disposizione di tutti, che a volte, come me, non riescono a credere di essere davanti ad un quadro originale di miti del genere.
Unica nota negativa, l’ impossibilità di usare fotocamere anche senza flash, mi sarebbe piaciuto molto immortalare quei capolavori, ma purtroppo dicono che possano rovinare le opere. Sono però riuscito a fare qualche scatto dell’ esterno della Reggia, e ne ho caricato qualcuno sul mio account Flickr.