Tutto ciò mi fa SCHIFO
Mattinata tranquilla in giro con mamma a far servizi… torno, apro Google Reader e inizialmente non colgo al volo quant’è successo. Rileggo, ma continuo a non essere ancora cosciente di tutto. La mia mente si rifiuta di accettare quanto scritto, ma trovo una seconda conferma che ciò che credevo fosse solo frutto della mia immaginazione è purtroppo realtà.
Questo calcio sembra sempre più una guerra. Un anno fà Raciti, il poliziotto ammazzato durante Catania - Palermo, ora Gabriele si vanno ad aggiungere alla lista delle tragedie calcistiche. L’ idea che una partita di calcio debba portare a tutto ciò mi fa rabbrividire. Mio padre mi ha sempre raccontato di quando andava a vedere le partite da giovane : anche 30-40 anni fà c’erano botte, insulti, litigi, e ci sono sempre stati nella storia del calcio, fanno parte del gioco. Ma prima, quando ti picchiavano, si fermavano lì, ti vedevano tramortito a terra e non infierivano. Oggi invece, se non ammazzi un tifoso avversario o non lo riduci in fin di vita, non sei un eroe.
Vero, Gabriele dicono sia stato ammazzato da un agente di polizia, ma pur sempre di morto si parla. Un ragazzo non può morire per andare a seguire la propria squadra, non è possibile che “mamma vado in guerra” e “mamma vado a vedere la partita”, a volte, possano tramutarsi nella stessa espressione. Perchè, come diceva proprio stamattina Italo Cucci, una mamma quando sa che un figlio va in guerra, se ne fa una ragione… ma quando viene a sapere che è morto andando allo stadio, niente e nessuno potranno mai darle una spiegazione plausibile. Perchè non c’è una spiegazione.
Non è il primo, come detto, e sono convinto che non sarà l’ ultimo, perchè non è un problema di tifoserie, ma di società. E per società non intendo quelle calcistiche, ma la società in cui viviamo, stracolma di violenza gratuita, stracolma di odio… ma soprattutto, stracolma di merda.
Il colmo si ha poi con certe espressioni di ignoranza pura, che si commentano da sole.
Vogliamo parlare della Federcalcio, che ha deciso di continuare le partite come se nulla fosse successo? Certo, non giocare sarebbe servito a poco, non avrebbe fatto tornare Gabriele a casa, ma a volte certe cose son d’ obbligo. Avrebbero toccato gli interessi di molti, troppi, interessi economici che per tanta gente vale molto più di una vita umana, soprattutto poi se quella vita è di un comune tifoso. Forse saran stati esagerati, ma per me i tifosi dell’ Atalanta hanno fatto non bene, benissimo.
Se ne parlerà tanto in questi giorni, chissà quali provvedimenti prenderanno, ma una sola è la realtà : Gabriele è morto per andare a vedere una partita. Una cosa inammissibile, sotto ogni punto di vista.
Addio Gabriele, ennesima vittima di questa maledetta violenza.
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Si, la cosa che a me fa più paura in tutto questo è però proprio l’accanimento - stupido ed ignorante - verso le forze dell’ordine.
Come se fossero arrivate per ammazzare qualcuno…
Per certi idioti, ogni scusa è buona per rinnovare certi stupidi riti… (ACAB & Company).
Ciao,
Emanuele
Gabriele non è morto per andare a vedere una partita.
E’ morto mentre andava a vedere una partita.
Ed è morto ammazzato da un poliziotto che non sapeva tenerlo nei pantaloni.
La violenza del calcio non centra nulla con questo episodio, se non dopo come manifestazione di odio. Che questa volta è giustificabile (anche se non condivisbile), visto che il casino lo hanno fatto la premiata ditta Media e Polizia.
Hai perfettamente ragione, però per come la vedo io il tutto è nato comunque da scontri tra tifosi all’ autogrill. Il poliziotto ha sicuramente fatto una cazzata, niente e nessuno lo giustifica per aver sparato ad altezza uomo.
La mia voleva essere più una riflessione sulla violenza in generale, che poi spesso e volentieri si propaga anche nel calcio, e per me in parte c’ entra con l’ episodio di ieri: se le due tifoserie non avessero avuto diverbi, Gabriele ora sarebbe a casa.
Il calcio non è la causa diretta ( che secondo me è la stupidaggine di un agente di polizia ), e come ha ribadito anche Buffon va fatta differenza e non va sempre generalizzato solo perchè erano tifosi, ma comunque la situazione è nata per degli tra tifosi di squadra rivali.
Le manifestazioni successive, come quelle a Roma in cui hanno distrutto di tutto e di più, da un certo punto di vista ci stanno anche, come protesta contro questo calcio corrotto, sporco, anche se questa protesta poteva avvenire con metodi più moderati.
La mia sensazione è che lo stato non ci sia, lascia tranquillamente le bande organizzate libere. La cosa assurda è che noi tramite le tasse paghiamo migliaia di poliziotti per difendere gli stadi, togliendo ogni giorno protezione ai cittadini.